Da vedere

Beni materiali, immateriali e attrattive del territorio

 

Pro Loco di Andreis:

Centro di recupero dell’Avifauna ferita, situato sopra l’abitato di Andreis: quest’area ospita all’interno di voliere diverse specie di uccelli: falchi, gheppi, poiane, allocchi, sparvieri, un astore e un’aquila reale.

Alcuni sono vittime di incidenti o di malattie debilitanti che non consentono loro di ritornare in libertà, altri vengono curati e quindi liberati.

Museo dell’Arte e Civiltà Contadina: Sono esposti oggetti illustranti lavoro e momenti di vita tradizionale. Interessanti sopratutto le inusuali raganelle pasquali, la fucina del fabbro, la vetrina per la confezione dei pettini d’osso, la lavorazione delle palotes (scarpe in legno) e delle famose scarpetes (calzature in pezza), molto utilizzate in passato.

Centro Visite del Parco Naturale Dolomiti Friulane: Il centro ospita una mostra sull’Avifauna del parco e una mostra ornitologica con esposti diverse specie di uccelli.

Fontana di Bosplans: Scavata in un unico monolite roccioso, ha fornito acqua per anni alla comunità di Bosplans e della gente di passaggio; è stata restaurata nel 1997 dal comune di Andreis con il contributo della provincia di Pordenone.

 

Pro Loco di Arba:

-Chiesa Parrocchiale di S. Michele: sulla costruzione della chiesa esiste una curiosa “leggenda” che molti anziani ancora oggi ricordano: il popolo aveva chiesto da molto tempo la concessione del terreno del cimitero davanti all’antica chiesa per costruirvi la nuova chiesa ricevendo però sempre risposta negativa da parte delle autorità competenti. Una notte, riunitasi in gran segreto, la popolazione scavò il cimitero, disseppellì le salme e gettò le fondamenta per la nuova chiesa; tutto in una notte.

-Chiesa di San Gottardo in frazione di Colle, ricostruita nel 1987 , all’interno antica cattedra settecentesca.

-Villa rustica zona pràs dal cjampanèli.

 

Pro Loco di Barcis:

-Grotte della vecchia diga “Bus della volpe” in loc. Ponte Antoi, esaltata dalla bellezza dei colori che l’acqua raggiunge nelle gole che lei stessa ha scavato, è una delle più note attrazioni naturali della provincia di Pordenone.

– Riserva naturale “Forra del Cellina” e Centro visite 29-barcis

– Val Pentina e le aree di sosta pic-nic

Centro didattico della scuola d’ambiente: permette di approfondire alcuni aspetti dell’educazione ambientale, attraverso mostre tematiche allestite nella sede espositiva e attività pratiche svolte in un’aula laboratorio fornita di computer, microscopi e piccole collezioni didattiche. Vengono organizzati corsi e laboratori per riscoprire antiche tradizioni e manualità che stanno scomparendo.

– Parco regionale del Prescudin: un vero tuffo nella natura, boschi, acqua e animali vivono protetti in questa oasi posta ai piedi della parete del Crep Nudo (si può accedere solo a piedi).

– Passegiata e chiesetta degli alpini sul lungo lago

-Centro visite del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane loc. ponte Antoi, all’interno una postazione multimediale dove è possibile visionare autonomamente il cd-rom interattivo a carattere didattico e scientifico e una postazione audiovisiva dove viene proiettato il video-documentario “Riserva Naturale Forra del Cellina”. Orari apertura: dal 01/10 al 31/05 domenica 10.00-12.00/ 14.00-17.00 dal 01/06 al 30/09 Sab/Dom 10.00-12.00/14.00-18.00 Agosto apertura giornaliera.

– Antico Albergo Centi: risalente al 1500 circa, rappresenta l’architettura tipica.

– Val Caltea, Malga Valli, Piancavallo

 

Pro Loco di Cavasso Nuovo:

– Museo Provinciale della Vita Contadina “Diogene Penzi” sezione lavoro ed emigrazione. Museo dove vengono mostrati gli aspetti materiali e le forme socio culturali dell’emigrazione friulana. Orari apertura: martedì, giovedì, sabato e la prima domenica di ogni mese dalle 10.00 alle 12.00 (info Comune).

-Parrocchiale di San Remigio del XVII, fu lesionata dal terremoto del 1976; il fonte battesimle del ‘500 ha una copertura lignea del XIII sec.

 

Pro Loco di Cimolais:

 -Parco Faunistico Pianpinedo: il Parco si propone di salvaguardare il mantenimento e l’incolumità di ogni specie animale, assicurandone una vita il più possibile vicina alla condizione selvatica. Avrete l’occasione di passeggiare immersi in una natura incontaminata, incontrando sul vostro cammino qualche cervo, dei caprioli, una colonia di stambecchi o qualche solitario camoscio. Non è escluso che le marmotte facciano capolino dalla loro tana o che un scoiattolo incroci il vostro percorso. Per non parlare della volpe, che non riesce proprio a non intrufolarsi nel recinto. Presente nel parco anche un centro visite, dove è possibile sperimentare la sensazione di udire i versi degli animali diurni e notturni e di camminare attraverso un bosco e una grotta virtuale. Inoltre nel borgo Pianpinedo è possibile vedere da vicino un’antica fornace recentemente ricostruita. Orari del parco: dalla seconda domenica di aprile alla seconda domenica di ottobre: domenica 9.00-18.00 Agosto: tutti i giorni dalle 9.00-18.00 escluso luedì per gruppi o scolaresche aperto su prenotazione (tel. Comune).

 

-Val Cimoliana (Campanile di Val Montanaja): 14 km di visioni d’incanto, fino a giungere al sentiero che porta al campanile di Val Montanaja, guglia dolomitica di estrema bellezza nel cuore delle Dolomiti patrimonio dell’umanità.

-Chiesa Parrocchiale di S. Maria Maggiore: consacrata nel 1867, stile neoclassico, con altari lignei del ‘600.Campanile

-Chiesa delle “crosite”, di San Floriano, di San Bellino, di San Osvaldo

-Sentiero che conduce alla chiesetta alpina: la chiesetta fu costruita da tutti gli abitanti del paese in voto alla Vergine Maria.

– Centro visite del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane: esposizione divisa in quattro sezioni didattiche interamente alla Fauna del Parco.

-Piste ciclabili dalla Piana di Pinedo si snodano fino alla Val Cimoliana.

 

Pro Loco di Claut:

Museo della casa clautana: il percorso museale è incentrato sulla figura della donna clautana e, per estensione, valcellinese, intenta ai lavori di casa, dei campi, della stalla e in cammin “fora pal mont” (in giro per il mondo) quale venditrice ambulante di utensili di legno.

Programma e realizza recuperi e mostre tematiche didattiche in collaborazione con le scuole dell’alta Valcellina, con l’ente Parco Naturale Dolomiti Friulane, con la Provincia e con altri enti e associazioni locali, provinciali ed interegionali. Orari apertura: luglio aperto sabato e domenica – agosto tutti i giorni 10.00-12.00\ 15.00-19.00.

Centro visite del Parco Naturale Dolomiti Friulane presso Museo Casa Clautana. Orario di apertura: Dal 01 giugno al 30 settembre. Giugno: dom 10.00-12.00\15.00-19.00. Luglio sab – dom 10.00-12.00\15.00-19.00. Agosto apertura giornaliera. Settembre 15.00-19.00.

-Escursione casera casavento “Orma del dinosauro”: Ai piedi della cascata del Rio di Casavento si trova un masso caduto dalla sovrastante parete rocciosa e sulla cui superficie sono conservate due orme di dinosauro.

Pista ciclabile

 

Pro Loco di Erto e Casso:

– Diga del Vajont: Diga ad arco, alta 265 metri, la più alta del mondo che resistette all’inaudita forza distruttiva della frana del Monte Toc e dell’onda. 25177458

– Centro Visite Parco Naturale delle Dolomiti Friulane: uno tra i più importanti centri di documentazione sul disastro del Vajont e valido punto di riferimento per studi e ricerche. Offre al visitatore la possibilità di tornare indietro nel tempo alla scoperta di tradizioni, usi e costumi della gente del Vajont prima del tragico evento, fino ad arrivare alla fatidica notte (9 ottobre 1963). Orario di apertura: dal 01 ottobre al 31 maggio sab e dom 10.00 – 16.00. Dal 01 giugno al 30 settembre ven, sab, dom 10.00 – 18.00. Agosto apertura giornaliera – Aperto anche durante le festività.

– Sentiero del Carbone: sentiero dove un tempo veniva trasportato a spalla il carbone vegetale dei boschi della Val Zemola.

-Libri di San Daniele: ammassi rocciosi residui, che dalla dislocazione piega-faglia del Monte Borgà, essendo costituiti da roccia molto resistente, hanno trovato una loro collocazione su un piccolo piano poco sotto la cima del monte Piave.

-Palestra di roccia della diga del Vajont: è nata nel 1978 ed è una delle più conosciute falesie di arrampicata del mondo.

 

Pro Loco di Fanna:

-Santuario della Madonna di Strada: un documento dell’imperatore Ottone II, datato il 12 gennaio 981, attesta che già esisteva il santuario, pertanto è uno dei più antichi del Friuli Venezia Giulia. Reca al suo interno affreschi dello stesso poeta e pittore Vittorio Cadel (1884-1917), una delle personalità emergenti della cultura locale e friulana in generale, affezionato al suo paese, scrisse molti versi su di esso. Tra le sue opere più celebri: Fueis di Lèria, Cadel da Fanna, l’uomo, l’artista e il suo paese. A lui fu dedicata anche la bibliotea civica di Fanna.

-Parrochiale di San Martino: restaurata dopo il terremoto, fu costruita all’inizio dell’800; anche in questa chiesa al proprio interno opere del pittore e poeta fannese V. Cadel.

 

Pro Loco Valcolvera:

– Centro Visite del Parco Naturale Dolomiti Friulane (Poffabro)  Il Centro visite è stato ricavato nello stabile dell’ex-caseificio. La struttura, inaugurata nell’aprile del 1933, si articola ora in quattro sezioni: “il caseificio”, vero e proprio, al pianterreno; “in mont – le malghe del Parco, gli aspetti naturalistici del parco e la Val Colvera” al secondo piano.

La mostra permanente presenta l’interno della malga con riproduzione della mussa e di tutti gli utensili per la lavorazione e trasformazione del latte in formaggio, burro e ricotta. Una postazione multimediale raccoglie invece le attestazioni finora raccolte sulle casere esistenti (anche allo stato di rudere)  nell’area Parco: una ricca realtà che è andata progressivamente riducendosi, ma che ha sempre rappresentato un’importante integrazione dl reddito familiare. Al pianterreno, dopo un breve excursos sulla storia delle Latterie in regione, viene dedicato particolare interesse a quella di Frisanco, dai primi incontri alla costituzione della società Letteraria Sociale Turnaria di Pofabbro-Casasola nell’ottobre del 1932, dall’inaugurazione dello stabile nel 1933, alla sua organizzazione e funzionamento fino alla seconda metà degli anni ’60. Il piano superiore ospita una sezione introduttiva sull’ambiente del Parco, presentando gli aspetti geo-morfologici, vegetazionali e le specie animali e vegetali presenti nell’area protetta.

Chiesa Parrocchiale dedicata a San Nicolò vescovo e la piazza sottostante con la fontana del delfino a Frisanco.

Chiesa dedicata a S. Fosca e Maura a Frisanco: fu realizzata nel ‘600 al posto di una precedente, in legno, distrutta da un incendio insieme all’intero paese.

-Museo della “Casa e dell’uomo in Valcolvera” con le miniature dell’artigiano “Carlin Beltrame” presso palazzo Pognici a Frisanco: uno dei personaggi più noti della zona autore della ricostruzione in miniatura delle abitazioni e delle attività lavorative della Valle.

-“Via Crucis” scolpita nella pietra lungo il sentiero che da Poffabro porta al monastero S. Maria.

-Palazzo Pognici

 

Pro Loco di Maniago:

-Fontana di Piazza Italia: realizzata in pietra d’Aviano, la costruzione della fontana risale al 1846-47 sul progetto del maniaghese Luigi Marsoni. Presenta una base ottogonale, con quattro vasche semicircolari e quattro scalinate orientate secondo i punti cardinali.

– Il Castello: rimangono oggi alcuni ruderi e di esso non si hanno informazioni precise ma si suppone sia stato costruito durante l’XI sec. Il restauro messo in atto dopo il sisma del 1976 permette di cogliere la probabile disposizione sia delle varie stanze degli edifici oggi rimasti sia delle quattro interne in difesa delle mura e di supporre,  sulla base di antiche ricostruzioni, dove si trovassero il Palazzo Patriarcale, le carceri, la forca per le impiccagioni dei condannati e l’antica chiesa di San Giacomo.

-Il Duomo dedicato a San Mauro Martire, vescovo di Parenzo, rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura tardo-gotica friulana.

-Palazzo D’Attimis: da ammirare la facciata recentemente restaurata che dà sulla piazza ed in particolare la Loggetta risalente al XVI sec. L’affresco raffigurante il leone di San Marco, che tiene sotto la zampa lo stemma del casato maniaghese, è attribuito a Pomponio Amalteo che dipinse l’opera per ordine della Serenissima nel 1570, corredandola di iscrizioni, ormai poco legibili, che testimoniano i rapporti tra Venezia e i Conti di Maniago.

-Museo dell’arte febbrile e delle coltellerie, presso borgo Coricama. Al suo interno è stata ricostruita attraverso oggetti storici l’evoluzione della tecnologia febbrile dalle sue origini alla metà del secolo scorso. Nello stesso edificio sono allestite le sezioni della lavorazione del ferro e del legno del Museo provinciale della Vita Contadina.

-Teatro Comunale Giuseppe Verdi: Dopo diversi anni di chiusura per lavori di restauro, il teatro è ufficialmente “rinato” il 7 luglio 2000. L’edificio che faceva parte del palazzo veneziano di via Umberto I, era inizialmente una filanda, il setificio a vapore Giuseppe Zecchin. Nei primi nel ‘900 la filanda cessò la sua attività e la sala divenne Circolo del Dopolavoro per le prime proiezioni cinematografiche e per le feste da ballo. L’attività teatrale si consolidò tra gli anni ’60 e ’80.

 

Pro Loco di Montereale Valcellina:

Museo ex Centrale Idroelettrica”A. Pitter” a Malnisio: Museo dell’Energia e di archeologia industriale.

Alla fine dell’Ottocento l’ingegnere Ariside Zenari ebbe l’intuizione, rivoluzionaria per quel periodo, di sfruttare le acque del Torrente Cellina per produrre energia idroelettrica. I lavori di costruzione della Centrale ebbero inizio nel 1900, entrò in funzione nel maggio del 1905 e fu grazie ad essa che si riuscì ad accendere l’illuminazione pubblica a Venezia, compresa la Piazza San Marco. La Centrale ha continuato ad operare ininterottamente fino al 1988. Oggi è sede stabile di un museo gestito dall’Immaginario Scientifico di Trieste che ha allestito la struttura con una trentina di prestazioni interattive da toccare e manipolare. Tel 040 224337 \ 0427 798722

Geo centre Immaginario Geografico & Centro di documentazione presso l’ex-latteria di Malnisio: è un centro visite dedicato e temi georafici, idrogeologici, agroalimentari, storico-ambientali, della tradizione e delle arti contadine. Orario di apertura: ogni domenica dalle 10.00 alle 18.00. Per info: Tel: 040 224424 \ 0427 815169 www.immaginarioscientifico.it

Pista ciclabile di Grizzo\Malnisio: incantevole pista asfaltata che parte da Grizzo e conduce fino ad Aviano, attraverso un paesaggio in mezzo alla natura.

Osservatorio astronomico a Grizzo: Orari di apertura: ogni primo venerdì del mese (salvo cattivo tempo) e su prenotazione Tel 0427 71133  – 0434 45231-646371

-Antica chiesa di San Rocco a Montereale: Sono conservati gli affreschi sulla storia della Verine del grande maestro Calderari.

– Palazzo Toffoli a Montereale: sede della biblioteca civica e del Museo Archeologico.

Sentiero naturalistico e storico archeologico: ha una durata di circa tre ore e si cammina in un ambiente dalle caratteristiche geologiche, paesaggistiche, storiche, naturalistiche di rilievo, indicate da pannelli informativi e tabelle segnaletiche.

 

Pro Loco di San Leonardo Valcellina:

L’apparato oratorio dedicato allo spirito santo (XVI secolo): ricco di affreschi devozionali lavatoi (recentemente restaurati).

“Il prichigrar” Ottavio Manente, ricavata da un tronco di un albero di quasi cento anni.

-Roggia del pellegrin

 

Pro Loco Vajont:

-Chiesa parrocchiale: Un’altra data importante nella costruzione di Vajont è il 2 novembre 1969, giornata nella quale viene posata la prima pietra per la costruzione della attuale Chiesa di Vajont e consacrato il cimitero monumentale del paese. Sono entrambi importanti esempi di architettura moderna. La chiesa e l’annesso centro comunitario sono opere, come il cimitero degli architetti Glauco Gresleri e Silvano Varnier. La chiesa è un edificio grande, ma non vistoso, molto spesso le persone che vengono a Vajont per la prima volta faticano a riconoscerlo come un tempo.

Fontana Monumento alle Vittime del Vajont: ha la forma stilizzata del lago e della diga e su di essa sono incisi i nomi delle vittime di Erto e Casso. Nonostante la recente costruzione, il progetto della fontana è dello stesso periodo del resto del paese, anni ’60.

Il municipio: è un edificio dalla forma originale, vedendolo, specialmente in foto, si ha l’impressione di guardare un’onda o una rappresentazione del vento. Ha una forma triangolare e può sembrare quasi sospeso, per metà, nell’aria.

 

Pro Loco di Vivaro:

– Vecchio mulino: un tempo dei conti d’Attimis di Maniago, risale al 1341 ed ha sempre lavorato utilizzando l’acqua della roggia di Vivaro di derivazione del Cellina. Attualmente di proprietà del Comune, è stato ristrutturato ed è funzionante. Possibilità di fare delle visite, info in Comune.

– “La lataria”: Tipico esempio di costruzione in sasso a vista squadrato dagli scalpellini. L’edificio ristrutturato dai soci nel 1929 è stato la sede del Caseificio soiale di Vivaro fino al 1981. Nel 1995 è stato interamente restaurato con fondi europei ed ora la “lataria dei magredi” è gestita come agriturismo. Ospita in modo permanente la “Mostra della lavorazione del latte dei magredi”, che documenta l’attività degli ex caseifici di Basaldella, Tesis e Vivaro.

-Villa Cigolotti a Basaldella (1720 circa) dopo un restauro è stata adibita ad attività turistico alberghiere, di notevole interesse, oltre agli affreschi, i pavimenti, sono le stanze dei conti.Precedente di circa un secolo il focolare friulano annesso alla villa. Molto bella inoltre è tutta la parte in sasso naturale costituita dal recupero delle scuderie della Villa e dell’ex latteria di Basaldella oggi parte integrante del complesso alberghiero.

-Il Museo Archeologico Etnografico dell’agricoltura di Tesis: ospita al piano terra la latteria di Tesis, risale al 1914 e ospita oggi una raccolta di oggetti, macchine e testimonianze delle tre latterie del comune col l’inento di documentere la fase di passaggio dalla lavorazione domestica tradizionale del latte alla tecnologia consentita dal cooperativissimo e la successiva fase del consolidamento della produzione in questo tipo di associazione. Al primo piano si può visitare l’Antiquarium di Tesis che è attualmente la più ricca raccolta della provincia di materiale romano, in particolare in ferro, rinvenuto nella pianura e nella pedemontana pordenonese dal Gruppo Archeologico Cellina Meduna. Orari d’apertura: domenica 14.30-18.30. Apertura infrasettimanale su prenotazione – info Comune.

 

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